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Vicenza cosa vedere nella città di Andrea Palladio

 Vicenza cosa vedere?Da piccola andavo spesso a Vicenza a mangiare il baccalà, con i miei genitori, ed ero sempre terrorizzata che mi dessero da mangiare un gatto! Infatti Vicenza è legata a questo detto: Vicentini magnagati. Con tutte le sue bellezze artistiche che non tutti conoscono, Vicenza rimane legata ai gatti! Questo detto risale a quando a Vicenza nel 1570 ci fu la peste, che colpì gran parte del Veneto. Non avendo altro da mangiare, si nutrirono dei felini, da allora i Vicentini mangiano i gatti! E’ proprio vero, quando ti mettono un marchio, a volte ti rimane per sempre. Gatti a parte, quello che che salta subito all’occhio è la grande concentrazione di palazzi rinascimentali, opera del grande Andrea Palladio, maestro dell’armonia e dell’equilibrio, che ha rivestito Vicenza di un bianco splendore. Vicenza, è anche famosa per i suoi laboratori di oreficeria, e per la sua cucina: il radicchio rosso di Asigliano i bigoli, e il famoso baccalà: strepitoso

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La storia di Vicenza (in breve)

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Vicenza, ha origini antichissime, fondata sembra dagli Euganei tra l’XI e il VII secolo a.C, soppiantati poi dai Veneti e dai Romani. La fisionomia urbanistica attuale risale all’epoca del libero comune, quando la città si dotò di una cerchia di mura difensive. Gli Scaligeri governarono Vicenza dal 1311 al 1387. Seguirono quindi quattro secoli di dominazione Veneziana, che portò per lo piu’ pace e prosperità. Dopo la l’occupazione da parte della Francia di Napoleone e dell’impero Asburgico, è bene ricordare che nel territorio del Vicentino si combatterono alcune delle battaglie piu’ cruente della Grande guerra, e nella seconda subì pesanti bombardamenti e devastazioni.

Cosa vedere a Vicenza

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Se si parla di Vicenza, non si può non parlare di Andrea Palladio, del quale  ho già parlato nel mio articolo sulle Ville del Brenta. La sua vita sembra un romanzo ambientato nel rinascimento. Nato a Padova nel 1508, a 13 anni era un tagliapietre, attività che proseguì a Vicenza, nella bottega di Giacomo Porlezza. Tra il 1535 ed il 1539, avvenne l’incontro che gli trasformò la vita; Giangiorgio Trissino, un nobile umanista che lo condurrà attraverso lo studio dell’architettura classica e delle sue tecniche costruttive, facendogli piu’ volte visitare Roma. Gli attribuirà lui il nome di “Palladio” in onore della dea greca protettrice delle arti, Pallade Atena. Nel 1540 Palladio intraprese a Vicenza la sua carriera di architetto, con la commissione pubblica dell’antico Palazzo della ragione. Negli anni ’50 la progettazione delle imporatanti ville venete. Gli anni ’70 coincidono con la pubblicazione de I quattro libri dell’architettura, opera che favorì la diffusione del Palladianesimo nel mondo, e l’ultimo atto della sua carriera, un edificio denso di significati:

Il teatro olimpico

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Testamento spirituale del Palladio, che morì prima di vederlo finito (1580). E’ il teatro coperto in muratura piu’ antico del mondo. E’ una piccola meraviglia. Solo la sua ubicazione è spettacolare: lo spazio delle vecchie prigioni all’interno del castello del 200: San Pietro. L’interno ultimato dal figlio Silla e da Vincenzo Scamozzi, sembra creato apposta per suscitare stupore negli spettatori. Il proscenio è maestoso, con le forme di un palazzo in legno e stucchi dal quale si affacciano 95 statue, che rappresentano personaggi mitologici e fondatori dell’accademia. Il teatro fu inaugurato il 3 Marzo 1585 con l’Edipo re di Sofocle. Per celebrare l’evento lo Scamozzi, disegnò una scena fissa con le sette vie di Tebe che si intravedono da diversi punti di vista, illuminate da candele. Le strade sembrano lunghissime, ma è solo un gioco di prospettiva, nessuno le rimosse e sono ancora lì. Gli spettacoli nelle locandine odierne, sono uno spettacolo, nello spettacolo permanente dello sfondo del palcoscenico.

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Piazza dei Signori

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Il ritrovo dei Vicentini per bere lo spritz. Erede del foro romano, deve il suo nome agli antichi palazzi della Signoria di Venezia. A ricordarlo rimangono le due colonne, una sormontata dal Leone alato, ed una con il libro aperto in segno di pace. A nord-ovest della piazza sorge la Loggia del Capitaniato, realizzata dal Palladio, per alloggiare il il capitanio Bernardo e celebrare la vittoriosa battaglia di Lepanto contro i turchi. Sulla facciata si alternano tre archi e quattro grandi semicolonne in mattoni a vista, che creano un gioco cromatico, con le bianche decorazioni a stucco. All’interno la sala affrescata da Giovanni Antonio Fasolo. Sul lato destro della piazza si trova il Monte di pietà, con al centro la facciata della chiesa di San Vincenzo, ed infine la

Basilica Palladiana

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Definita da Renzo Piano come un” astronave atterrata nel Cinquecento nel centro della città”. Non è una basilica intesa come luogo di culto. Palladio, la chiamò così per ricordare i luoghi dove nell’antica Roma si gestivano gli affari di stato. Egli ricoprì la basilica con due ordini di logge sovrapposte: ioniche e doriche in pregiata pietra bianca. Lo stesso elemento si ritrova anche nella balaustra sopra i loggiati con 23 statue. Qui i Vicentini vengono d’estate ad ammirare il panorama di Vicenza e dei colli Berici, e a bersi una bevanda al bar la Terrazza. All’interno un grande salone, ed a fianco della Basilica svetta la torre Bissara del XII secolo.

Palazzo chiericati

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Un tempo ‘antistante Piazza Matteotti, era il porto fluviale cittadino, dove concludevano il loro viaggio le navi provenienti da Venezia cariche di merci. Per questo motivo, Palladio progettò questo palazzo coniugando creatività estetica e funzionalità. Il palazzo è composto da un corpo centrale con due aeree simmetriche, e il maestro innalzò il piano centrale su un podio, sia per dargli prestigio, sia per difenderlo dalle inondazioni. Oggi è sede della Pinacoteca civica che raccoglie opere di grandi artisti come: Tintoretto, Veronese, Tiepolo e molti altri, ed importanti opere contemporanee

Corso Palladio

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La via elegante di Vicenza, intitolata al grande maestro. Ricco di scorci e di eleganti vetrine. La via pedonale inizia da Piazza Castello. Sull’emiciclo si affacciano palazzo Porto Breganze, palazzo Thiene edificati da Scamozzi, e sul corso altre facciate eccellenti progettate nei secoli dalla nobiltà Vicentina, come palazzo Cà d’oro. La chiesa della Santa Corona, dove si dice era sepolto Andrea Palladio, prima che fosse portato al cimitero maggiore. Sulla sua morte rimangono comunque molti dubbi, in quanto  quando riesumarono il corpo insieme ad altri 18 cadaveri, nella tomba del genero, attribuirono al Palladio,  quello piu’ grosso, che doveva essere quello di un’intelligenza superiore. Del Palladio, se ne è occupato recentemente, nella sua trasmissione Freedom, Roberto Giacobbo e questo è il link se volete vedere l’articolo. Ci sono altre ville a Vicenza del Palladio, e ne parlerò in un altro articolo dedicato.

Cosa mangiare a Vicenza

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Appurato che non mangiano i gatti, il baccalà è il piatto forte, mantecato ed alla vicentina.  Il classico risotto, risi e bisi, gli asparagi di Bassano, quando è stagione, che finisce esattamente il 13 Giugno, festa di sant’Antonio. Poi i formaggi d’alpeggio: l’Asiago, il Vezzena. Dolci tipici: focacce, trecce ed i zalletti, anche se questi sono di origine Padovana. Per i vini non c’è che l’imbarazzo della scelta: Breganze, Gambellara, ed il prosecco (vero) di Valdobbiadene. Dove? Ristorante Angolo Palladio, Antico Guelfo, Hostaria fortuna vecia.

Dove dormire a Vicenza

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Essendo un grande polo di artigianato sopratutto orafo, non sempre è facile trovare posto in città, dove ci sono circa 50 alberghi. Vicenza Tiepolo hotel, può essere una buona scelta.

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