Tour nel deserto marocchino, il sahara senza confini

Tour nel deserto marocchino. Fare un tour di quattro giorni nel deserto. Mio cugino Alberto, che tra le altre cose, era stato 15 giorni nel Sahara, con una carovana Tuareg, me l’aveva tanto decantato, e così, ho deciso di farlo. Lui mi diceva il deserto ti resta dentro, e non se ne va piu’, rimane per sempre il desiderio di tornarci. Quindi partiamo per un viaggio in Marocco, paese del quale ho scritto altri articoli:

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Alla scoperta del Sahara

In Marocco abbiamo fatto tantissima strada in auto,e per arrivare vicino a dove partono le carovane bisogna arrivare a Merzuoga, un piccolo villaggio, in mezzo al niente. Ci accomodiamo in un bar.

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Dopo avere bevuto un tè, i Cammellieri ci dicono che siamo pronti a partire: sono le due del pomeriggio!!

Non ci posso credere, partiamo a quest’ora per il deserto? Mi rispondono che la strada è lunga, e bisogna andare. Ci danno anche delle lunghe sciarpe blu da mettere in testa, a mò di turbante. La metto da parte e salgo nella jeep. Un’altra ora di viaggio in jeep, in una strada a dir poco sconnessa, un caldo micidiale. Dentro la jeep una radio a tutto volume, e un rumore assordante.

Il Sahara e le mie paure

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Ma torniamo a noi, Arriviamo al “campo base”, ed il paesaggio comincia a farsi veramente interessante: cammelli, cammellieri, sabbia e vento: forse è meglio mettere il turbante!

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I mezzi di trasporto? Le gambe ed il cammello. Ho sempre desiderato vedere il deserto, ed in particolare il Sahara, questo immenso mare di sabbia. Partiamo dal Marocco, ma non si sa in quale stato arriveremo, in Mali forse, nel deserto non ci sono frontiere.

I Tuareg ci spiegano, in un inglese poco comprensibile, come si svolgerà il viaggio. Dormiremo nelle tende, di notte sarà freddo, faticoso, ma quello che mi fa rizzare i capelli, è che dovremo toglierci le scarpe, e salire a piedi nudi sulle dune, per vedere dall’alto, il  grande “vuoto”, il mare di sabbia.

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A piedi nudi? ma qui ma qui ci sono scorpioni, tarantole, ed io ho il terrore degli insetti, anzi una vera e propria fobia. No, non credo proprio di potercela fare, è piu’ forte di me. penso: e se mi punge uno scorpione? Muoio qui nel deserto? Chiedo se in caso hanno degli antidoti? I tuareg ridono, forse non hanno capito, o ridono di me, loro sono già scalzi!

Decido che farò la comunque questa cosa, perché io non mi toglierò le scarpe, a costo di stramazzare sulla duna. Giorgio, mi guarda, e dice: non ce la puoi fare, ma puoi provarci, io sono qui. Certo per lui è facile parlare, è andato in Amazonia!

Io se a casa vedo uno scarafaggio, mi blocco e scappo, figuriamoci, una tarantola! Dopo ore di cammello, arriviamo alla prima duna, è giunto il momento. Giorgio si toglie le scarpe, e quasi non lo vedo, è già in cime alla duna! Io comincio ad arrancare con le mie scarpe, e non ce la faccio, affondo sempre di piu’. Sono senza fiato, non morirò punta dallo scorpione, ma d’infarto. Dalla cima Giorgio urla: Anna togliti quelle maledette scarpe! E va bene, le tolgo, o finirò dentro la sabbia, ma ho esaurito tutto il fiato e le forze. Ma non vado in palestra? Vedo che Giorgio comincia a scendere, e mi raggiunge, mi prende per mano e mi tira su sino alla cima. Siamo tutti e due stravolti, ma riusciamo a vedere, il tramonto  che ci si presenta davanti agli occhi, è indescrivibile, un sole rosso che scende, in un mare infinito di sabbia. Ci mettiamo a piangere, tutti e due!

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Cosa mi sarei persa, per le mie paure, che adesso razionalmente, ritengo stupide. Gli insetti, hanno paura di noi, siamo piu’ grandi, si nascondono, non ci attaccano! Oltretutto non ho visto neppure una formica

Scendere dalle dune poi, è molto piu’ facile, ti mettono un tappeto, e ti rotoli giu’, altra esperienza esilarante

Il viaggio è ancora lungo, e arriviamo, non si sa bene dove. Penso in Mali. Di notte fa un freddo cane, e la sabbia entra ovunque. Mi sento brutta, e sporca, ma felice!

Felice come lo sono stata poche volte, perché ci siamo solo io e mio marito, senza sovrastrutture, e riusciamo a trasmetterci emozioni, solo guardandoci negli occhi

Il Campo tendato

Dormire nel deserto è un’esperienza unica, la notte, diventa magica e le stelle ti sembra di poterle toccare. La mancanza di inquinamento luminoso, rende tutti gli astri piu’ grandi, la luna è immensa, e le stelle sono tantissime, non finirei piu’ di guardarle. Questi campi sono ben attrezzati, per essere nel deserto, hanno i bagni, e le cucine. Mi rendo conto che non so piu’ in che paese siamo: Libia, Algeria? Tra auto, e cammello, di strada ne abbiamo fatta tanta. Lo chiedo ad un tuareg, e mi risponde che non è importante saperlo, forse ha ragione, siamo nel Sahara, i confini non contano. Andiamo a dormire, vedo che i tuareg si coprono la testa, adesso li imito in tutto e me la copro anch’io. Inoltre è vero nel deserto di notte è freddo! La mattina mi rendo conto che ho fatto bene, chi non l’ha fatto ha la bocca piena di sabbia, e sputa a piu’ non posso!

campo tendato

Ritorniamo, alla fine, col nostro cammello alle jeep e al piccolo villaggio. E’ stata un’esperienza unica, la ripeterò, forse anche piu’ lunga. Il deserto ti resta dentro, e negli occhi, mi rimarranno per sempre, le immagini di quel mare di sabbia, che non finisce piu’.

E’ proprio così: le paure devi guardarle in faccia, senza barare. Bisogna anche fidarsi, di coloro i quali ne sanno piu’ di noi, come quando sali su un aereo, e ti fidi del pilota.

Problemi di fiducia ne ho sempre avuti, mi fiderò di piu’, in generale? Questo non lo so ancora, è un lungo percorso, ma di mio marito sicuramente si.

Questa è un’esperienza che consiglio a tutti, e la possono fare tutti, basta togliersi le scarpe!! Non ve ne pentirete!

Qui ci sono tutti i tour del Sahara, di due o tre giorni. Le partenze sono dalle principali città del Marocco. Sono organizzati da Getyourguide, che lavora molto bene in loco. Quindi puoi cliccare sul pulsantone e vederli tutti!

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