Racetrack Playa Death valley, il mistero delle pietre che si muovono

Ho parlato in un altro capitolo della Death valley e di Zabriskie point, ma la Death valley è grande, quindi proseguo nel raccontare la sua visita ed  un altro mistero: quello delle pietre che si muovono da sole a Racetrack Playa. Questa Death valley è ricca di leggende e misteri, e panorami mozzafiato, come ho detto però nel precedente post, è bene preparare la visita, è molto caldo, e per andare, a Racetrack Playa occorre un fuori strada, quindi nel momento in cui noleggiate un auto pensate anche a questa eventualità. Pietre a parte questo percorso come tutta la Death valley, ci fa scoprire panorami incredibili, ed è incredibile vedere cosa la natura sia capace di creare. Tutte le informazioni utili, sulla tessera parchi, e sulla Death valley le ho scritte in questo post:

Death Valley

Racetrack playa

racetrack playa death valley

racetrack

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Per arrivare a Racetrack playa, bisogna percorrere la strada per Scotty Castel a circa 90 minuti d’auto da Furnace creek.  Poi prendere la deviazione per l’Ubehebe Crater, un cratere profondo 230 metri. Dopo circa 28 miglia di strada sterrata si trova Racetrack playa, dove appunto le pietre camminano. Nessun le ha mai viste in movimento, ma queste pietre di grandezza varabile, lasciano dietro delle scie alcune brevi e alcune molto lunghe, dovute al movimento che si verifica ogni 2/3 anni. Le pietre possono cambiare direzione o anche andare in salita. Poichè nessun essere umano si presume sia andato a spostarle, questo è stato per anni un bel mistero, anche perchè alcune pietre pesano piu’ di 300 kg. Un posto questo inospitale, un lago asciutto, a 1100 metri sopra il livello del mare, che di notte può rendere ghiacciata l’acqua piovana che si deposita sulla superficie del lago.  Oggi però gli scienziati sembrano aver risolto il rompicapo.

Un team capitanato dal dottor. Richard Norris, nel 2011, ha messo un GPS su 15 pietre e le ha monitorate da una stazione meteo. Dopo due anni nel 2013, si è formato uno strato di ghiaccio, sopra i 7 centimetri d’acqua che ricoprivano la Playa. In una bella giornata di sole, il ghiaccio ha iniziato a creparsi, dopo di chè le pietre hanno iniziato a muoversi. E’ il ghiaccio quindi, che rompendosi, forma dei pannelli sottili, che col vento, che qui può soffiare anche a 150 km/h sposta le pietre, lasciando le famose scie. Tutto questo è stato filmato, e devono esserci delle condizioni climatiche particolari, ghiaccio sottile,3-6 millimetri, che lasci esposte le pietre, vento, e acqua sotto il ghiaccio. Rimane però ancora un mistero il movimento delle pietre piu’ grosse, delle quali non è ancora stato filmato il movimento. A parte il mistero questo paesaggio lunare è bellissimo, e molto suggestivo. Se avete voglia ancora di fare un pò di fuoristrada, si può arrivare alle:

Eureka dunes

racetrack playa death valley

Le piu’ alte dune della California, si innalzano oltre i 200 metri, da un alveo di un lago prosciugato, e sono le poche al mondo ad avere delle “sabbie sonore”, che emettono note basse quando si muovono. Sulla strada del ritorno si trova.

Scotty’s castle

racetrack playa e le pietre che si muovono

Un incredibile costruzione nella Death Valley. Walter E.Scott detto anche “Death valley Scotty” era un incredibile racconta frottole, che attirava la gente con storie di cercatori d’oro, che qui sono moltissime. Albert e Bessie Johnson, magnati delle assicurazioni di Chicago, lo assecondarono, finanziando la costruzione dell’elaborata costruzione che alla fine divenne la loro dimora principale. E’ stata tutta restaurata e portata agli splendori degli anni’30. All’interno è adornata con drappi di pelle di pecora, piastrelle fatte a mano e legno rosso della California. Vi sono delle visite guidate quattro volte al giorno, a pagamento, che spiegano dettagliatamente la storia. La tenuta invece, si può visitare liberamente, ed essendo a 900 metri sopra il livello del mare, è molto piu’ fresco rispetto al fondovalle.

La Death Valley nell’800 è stata anche al via percorsa da molti cercatori d’oro che si recavano in California, per trovare bacini auriferi. Cercando scorciatoie, o nuove strade, molti morirono, o passarono giorni terribili, bruciando i loro carri e mangiando i loro animali. Questa era la terra dei nativi americani, e solo loro sapevano muoversi all’interno di questi luoghi impervi, gli altri erano avventurieri, e a volte l’avventura può costare cara!

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