Phnom Penh cosa vedere

Phnom Penh, cosa vedere in una città che sorprende

Phnom Penh non è il retrobottega di Angkor wat

Quando sono arrivata a Phnom Penh, non mi aspettavo di trovare una città così bella! Un anno prima avevo sentito parlare di questa città alla radio, Beppe Severgnini, che al momento era inviato lì, per il suo giornale. Ne parlava in maniera entusiatica, soprattutto riguardo gli italiani che vivono lì, e diceva anche: cito: “Phnom Penh, non è il retrobottega di una spiaggia tropicale”. Io aggiungerei non è il retrobottega di “Angkor Wat”.

Chi va in Cambogia, va soprattutto per vedere il sito Khmer, ma io volevo vedere tutta la Cambogia, e infatti l’abbiamo attraversata in macchina, con una guida locale. Trovavo infatti molto limitativo andare in un paese così ricco di storia, purtroppo fatta anche di genocidi, per vedere solo un sito. Così quando sono arrivata nella città e dopo essere andata in hotel, sono uscita a camminare, pericoli non ce ne sono. Ho camminato lungo un bel parco fino a raggiungere la “promenade” sul fiume Mekong. L’energia che si respirave era buona e sapeva di pace e tranquillità. Molti visitatori si soffermano  a guardare il loro cibo fatto anche di ragni e scarafaggi, che è nella loro tradizione. Ma a Phnom penh, e in tutta la Cambogia c’è molto di piu’.

Palazzo Reale

Girare per Phnom Penh non è complicato, ci sono i tuk tuk, Remork driver, quelli con motorino, o i taxi, per noi lì la vita è ancora molto economica.  Il palazzo è composto da 9 edifici ed è abitato ancora dalla famiglia reale, e per questo molte aeree sono chiuse. Tutta l’architettura della capitale è influenzata dallo stile Khmer. Si può visitare

  • La sala del trono:

Allinterno della sala del trono si può ammirare la pagoda d’argento rivestita da oltre 5000 lamelle d’argento. Vi sono poi diverse statue d’oro, tra cui una del Bhudda di dimensioni reali con oltre 10.000 diamanti. all’interno c’è anche una mappa di tutto il sito:

mappa palazzo reale

silaver pagoda

Sempre nel cortile interno vi è anche la pianta di Anghor wat

  • Toul Sleng Genocide Museum Khmer: questo museo racconta il genocidio dei khmer rossi, che tra il 1975 e il 1979, uccisero 2 milioni e mezzo di Cambogiani, un terzo della popolazione. Tutto nell’indifferenza totale del mondo occidentale. Dopo l’invasione americana e vietnamita quella Khmer. Questi “liberatori” maoisti, giovani borghesi, che avevano studiato in Francia, decisero di “eliminare” il vecchio per fare posto al “nuovo”. Cancellare quindi con ogni mezzo ogni simbolo occidentale, uccidere chi portava anche occhiali da sole, non aveva calli sulle mani o parlava la lingua inglese. Gli tolsero tutto anche il tempo, e tutto sotto l’indifferenza anche di famosi inviati italiani. Poi la fine, con l’invasione vietnamita.Si conobbe la vera storia grazie al film : “Le urla del silenzio” Killing fields. I film servono anche a questo. Il museo è chiaramente un pugno nello stomaco, vi sono testimonianze degli orrori subiti, la gente che lo visita piange.
campo di sterminio
campo di stermino

A 15 km nell periferia di Phnom Penh, il campo di sterminio, e quello che ne rimane: tracce di sangue, foto, altri orrori, mentre la nostra guida ci raccontava, di come i suoi nonni erano stati uccisi. Come a Saigon sono uscita da questi posti, senza parole, attonita, e con un gran rabbia. Dov’era l’Onu, dov’erano i caschi blu, le forze di pace, perchè una poplazione pacifica come quella cambogiana è stata sterminata, senza che nessuno dicesse niente? Domande senza risposta. Ma prosegiuamo con la visita di questa, nonostante tutto bella città.

Russian market

Uno dei luoghi piu’ vivaci di Phnom Phen, un mercato multicolore, come lo sono i mercati nel sud est asiatico.

russian market

C’è di tutto, coi prezzi che hanno, potremmo comperare un’altra valigia, di jeans magliette, souvenir. La mia casa sembra un’agenzia di viaggi, per cui ho deciso che i souvenir li comprerò solo se veramente significativi del posto. Giorgio compra Anghor wat dentro la palla di neve, come non detto! Chiaramente tutti si soffermano a guardare le bancarelle coi ragni e gli scarafaggi. Loro li mangiano! Io per questa volta passo, non sono schizzinosa, ma la tarantola proprio no!

Dove mangiare a Phnom Penh e i locali

Sisowath Quay: la vista è perfetta nel punto d’incontro tra il Tonle sap river e il Mekong. Sulla terazza si può prendere l’aperitivo o mangiare cambogiano. La base della cucina cambogiana è il riso, come in tutto il sud est asiatico. Ci sono appetitosi piatti col pesce: l ‘Amok, il lok lak con bocconcini di carne, il Kuy teav, zuppa di riso con brodo di maiale. La cucina è molto speziata, pepe, cardamomo. altri ristoranti sono: kabbas, sempre sul lungo fiume, Bistro langka, francese, in 51 Pasteur. La città ha anche molti Reggae bar, sembra incredibile, dove si suona dal vivo e si può mangiare, sono perlopiu’ sul lungo fiume, nelle terrazze con le insegne: happy pizza, o “super party on the rooftop”


Noi continueremo il nostro viaggio in macchina, per Siam reap, ma questa città come tutta la Cambogia ci resterà nel cuore

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anna

Sono l'autrice di questo blog, mi piace viaggiare, ho viaggiato molto, e spero di viaggiare ancora

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