Osaka, la città delle luci cosa vedere
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Osaka la città delle luci: cosa vedere, il viaggio di Andrea ed Elena

Osaka è la seconda città piu’ grande del Giappone, per numero di abitanti, e forse non è una meta molto annoverata negli itinerari turistici, ma Andrea ha visto comunque delle cose che possono essere molto interessanti. Il nome significa letteralmente grande pendio e fu storicamente la capitale commerciale del Giappone. Un singolare primato di questa città è che di notte la popoazione è di circa 2,6 milioni di abitanti, mentre di giorno arriva a 3,7 milioni, seconda solo a Tokyo. Ciò è dovuto alla sua importanza come centro economico e commerciale.

 Osaka la città delle luci: cosa vedere in un giorno

Se si fa un viaggio in Giappone il tempo non è mai abbastanza, quindi si può dedicare solo un giorno a questa città. Ci si arriva sempre con il Japan Rail pass. Anche questa città è servita dalla metropolitana e Andrea ha usato il suo sistema di orientamento come ho spiegato nell’articolo Tokyo

Castello di Osaka

Considerato uno dei castelli piu’ belli del mondo. Ci si arriva con la metro linea circolare stazione Osakajokoen (est). E’ aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17, costo del biglietto 600 yen. Questo è considerato uno dei piu’ importanti edifici del Giappone. Si trova all’interno di un enorme parco, con 1250 alberi, ed è questo scenario che cambia colori con le stagioni ad attirare migliaia di visitatori. Vi sono anche all’interno enormi mura e fossati. Per costruire le mura furono usate migliaia di pietre, che rimangono una grande attrazione turistica. Il basamento rimane rialzato rispetto alla città, ed è costituito da otto piani interni e cinque esterni, che costituivano insieme al dislivello una protezione da incursioni esterne. Questo castello a causa delle guerre, ultima la seconda guerra mondiale, subì vari danneggiamenti e solo nel 1997 la ricostruzione fu totalmente completata.

La torre del castello è la principale attrazione, infatti dentro si può trovare un museo, con un enorme collezione di armature, armi, lettere dell’epoca: Hideyoshi Toyotomi.  Si può anche indossare un kimono ed elmo e farsi fare una foto. All’ultimo piano del castello si può godere di una vista spettacolare. Si può fare una mini crociera di un’ora nelle acque del castello, ed avere una panoramica del luogo

Dotombory

E’ una delle principali attrazione notturne di Osaka, con ristoranti, locali e luci scintillanti  al neon, e una vivace vita notturna

In pratica il quartiere è costutuito da una strada parrallela al fiume col nome omonimo. Oltre le mille luci e i negozi, qui si può anche degusatre la cucina tipica di Osaka. Gli okonomiyaki, sono tipici di questa zona, molti la chiamano una specie di pizza, ma in realtà non lo è. E’ un impasto di acqua farina e cavolo cappuccio, e si possono aggiungere moltissimi ingredienti, poi viene fatta una sfoglia alta e cucinata sulla piastra. La catena Chibo ne serve di eccellenti. Un altro tipico piatto è il Fugo, ossia il pesce palla. I ristoranti che lo servono hanno l’insegna col pesce.

Questo può essere potenzialmente pericoloso e letale. Si dice ci siano dei cuochi specializzati nel tagliare il pesce palla, e poi servirlo, ma probabilmente, il veleno rimane nella pelle, e nell’intestino, non nella carne. In Italia è comunque proibito. Si può anche mangiare il famosissimo Ramen, piatto tipico del giappone. Questo è un brodo con molteplici varianti, quasi tutte caratterizzate dal tipo di condimento usato.

Sul cibo in generale faccio una digressione io. In ogni paese, bisognerebbe mangiare sempre i loro piatti tipici. Staremo sicuramente meglio anche fisicamente, perchè c’è un senso dietro ad ogni piatto. Non ostiniamoci a volere a tutti i costi la pasta: non la sanno fare, è cara, e quasi sempre scotta. Si conosce un paese anche tramite la sua cucina, non si può mangiare la pizza in Messico o in Thailandia, lo dico perchè l’ho visto fare, e poi ho assistito ai vari mugugni di scontentezza! Ma ritornando al nostro quartiere, ciò che piu’ colpisce sono le immense insegne al neon pubblicitarie. Una di queste è l’enorme granchio meccanizzato del ristoante kani Doraku, quasi un simbolo del quartiere, come l’atleta di Glico, un atleta che corre su una pista blu.

Ponte Ebisubashi: ritrovo per ragazzi in cerca di anima gemella e il canale Dotonbori, spesso utilizzato in location di film. Quindi in questo quartiere, sul lato nord del canale: bar e ristoranti mentre il lato sud: insegne meccanizzate e luccicanti. A sud il tempio Hozenji, che contrsta con tutto l’insieme ma che è molto visitato.

Finisce qui la nostra visita ad Osaka, nei prossimi post andremo a Hiroshima e Okinawa

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anna

Sono l'autrice di questo blog, mi piace viaggiare, ho viaggiato molto, e spero di viaggiare ancora

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