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Migranti bloccati nel gelo della Bosnia e l’assurdo gioco: “the game”

Se ne sta parlando poco, della tragedia dei migranti sulla rotta Balcanica. Eppure migliaia di persona sono bloccate al gelo nel campo profughi nella zona di Lipa, in Bosnia. Tentano the “game”, il gioco. Il gioco che consiste nel tentare l’attraversamento del confine Bosniaco, con i loro vestiti migliori, per fare bella figura, quando saranno nel nuovo territorio.  Cercano di andare in Croazia, Slovenia, e quindi Trieste. Hanno camminato per giorni e giorni, senza cibo e acqua, ed ha a volte si sono dissetati nelle pozzanghere

Nell’attraversamento, vengono però bloccati dalla polizia Croata, e dai suoi cani. Vengono respinti nel territorio Bosniaco a calci e a pugni

Il perchè di questo articolo

Perchè la Bosnia l’ho visitata due anni fa, ed in un paese che mi era piaciuto sotto molti aspetti, oggi, si sta consumando una tragedia orribile. Perchè ho visto la trasmissione di lunedì 8 Febbraio su Rai 1: SetteStorie di Monica Maggioni, che mi ha molto colpita. D’altronde Monica Maggioni è una giornalista, che ho sempre seguito,  conduttrice televisiva, e inviata di guerra, in Israele, Medio Oriente, sud Africa, ed altri stati. I suoi programmi di approfondimento sono sempre molto interessanti. lei sa come raccontare una storia!

Nel 2003 fu tra i giornalisti nella seconda guerra in Iraq, giornalista “emebedded”, ammessa cioè nelle file dei militari americani.

La rotta Balcanica

Partono dal Bangladesh, dall’Afghanistan, dalla Libia e dal Marocco, con mezzi di fortuna, a piedi, incuranti del Covid, e del freddo. Un viaggio che può durare anche due anni. Alla fine di questa odissea, si trovano stipati nei campi profughi Bosniaci.

 Non possono tornare indietro, perché il piu’ delle volte devono dei soldi, e molti, a coloro che gli hanno pagato una tratta aerea, o un passaporto falso. Né possono andare avanti. Rimangono lì in attesa della primavera, o della fortuna, che li aiuti nel “gioco” dell’attraversamento

Minori non accompagnati

Ne ha parlato anche papa Francesco, nella sua visita al campo profughi di Moria, e all’Angelus. Sono bambini senza genitori, che fuggono a situazioni di conflitto, e si uniscono alla coda di profughi che tenta the “game”. Bergoglio, li ha invitati a non perdere la speranza, difficile aggiungo io.   Ha fatto anche un appello alla comunità internazionale, affinchè risponda a questa tragedia, con solidarietà e compassione. Vedremo!

Il campo di lipa in Bosnia

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Questo campo l’anno scorso prese fuoco, e  il mondo si accorse della sua esistenza proprio con quelle immagini.

La comunità Europea dà molti soldi alla Bosnia, che però non riesce ad affrontare la sfida. Dopo la guerra con la Croazia, rimane ancora un paese dilaniato da lotte intestine, e i segni della guerra sono ancora visibili.

Anche noi 2 anni fa abbiamo visitato Mostar, in Bosnia, ed abbiamo visto che a differenza della Croazia, i fori delle pallottole dilaniano ancora i muri di tante case, palazzi, e fabbriche.

 I segni di un’altra terribile guerra sono ancora visibili.

Nonostante gli aiuti in danaro, nel campo di Lipa manca tutto: medicine, cibo, elettricità.  La Maggioni non può fare un passo senza essere seguita dalla polizia Bosniaca. Ci sono comunque tanti ragazzi, famiglie, che nonostante ciò, non perdono la speranza, e tentano the “game”, per avere un futuro migliore, un lavoro, una dignità.

Una tragedia alle porte di casa nostra, una tragedia che coinvolge adulti, ma anche bambini, che dovrebbero alla loro età giocare ad un altro “game”. Come saranno da grandi dopo avere giocato a questo orribile gioco, forse dovremmo interrogarci tutti su questo.

Se volete approfondire potete guardare il reportage su Rai play la seconda parte

Fonti di questo articolo:

Settestorie

Wikipedia

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