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Micene e gli antichi miti, il mio viaggio nel Peloponneso

Il Peloponneso, la penisola greca ricca di storia, e con un mare stupendo. Io ci sono andata in macchina ed è anche il sistema migliore per girarla. Le strade sono belle, ed è il tipo di viaggio che preferisco, niente attese in aeroporto, ci si ferma dove e quando si vuole. Tutta la Grecia l’ho visitata così, chiaro che le isole sono piu’ scomode, in quanto devi prendere il traghetto per muoverti da un’isola all’altra. Nel Peloponneso invece, una volta arrivati a Patrasso, o a Corinto, lo giri agevolmente, se non è altissima stagione trovi da dormire senza prenotare e così ho fatto io, anche se era Luglio. Un viaggio lungo ma bellissimo! La prima tappa che voglio raccontare è Micene, dove si torna all’età del bronzo, nei resti di questa acropoli dalle mura giganti!

Come arrivare a Micene e nel Peloponneso

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Si può prendere i traghetto Traghetti lines da bari o Ancona per Patrasso e poi tramite la E65 si arriva a Micene. Oppure in aereo per Atene, a questo indirizzo il motore di ricerca voli e poi si attraversa Corinto e si giunge nel Peloponneso, con un auto a noleggio.

Clima

Il clima è continentale, se d’inverno può anche nevicare in estate è molto caldo. Micene soprattutto non è nel mare, quindi in estate è veramente caldo. Consiglio quindi la visita alla mattina presto quando i raggi del sole non sono perpendicolari sopra le nostre teste!

Micene tra mito e leggenda

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Micene è ricca di miti e di leggende, chi ama le leggende greche ed anche i misteri irrisolti qui è nel posto giusto. L’acropoli di Micene fu rinvenuta dall’archeologo Heinrich Schlieman nel 1874, ed è uno dei primi esempi di cittadella ben congegnata. Il termine Miceneo si attribuisce alla tarda età del bronzo 1700-1100 a.C. Non si sa comunque come e perchè scomparve la civiltà Micenea, e come avessero realizzato queste costruzioni ciclopiche, che sono sempre state attribuite ai ciclopi, o perlomeno a dei giganti. A Micene sembra che ogni singola scoperta archeologica ci porti a molte domande, e molte storie si mischiano con la leggenda.

La porta dei leoni

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A Micene solo la classe dirigente abitava sulla collina, mentre artigiani e mercanti abitavano al di fuori delle mura. La cittadella venne abbandonata nel 1100 a.C. dopo sembra dei disordini nella regione. La porta dei leoni è la famosa entrata, eretta nel XIII secolo a.c, quando le mura furono allineate per chiudere il  circolo A  delle tombe. Si chiama dei Leoni, perchè questi sono scolpiti nell’architrave, un monolita enorme. Si raggiunge attraverso un corridoio con un monolite di pietra, anche questo  enorme, bisogna vederlo per capirne la grandezza.

La mappa degli Hotel a Micene

Tutte le strutture vicino a Micene

Le mura e il palazzo reale e la maledizione di Atreo

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Le mura ciclopiche larghe fino a 14 metri, erano una difesa inespugnabile, e del palazzo reale, rimangono solo i pavimenti, e sono visibili sulla pietra i segni di un incendio, del 1200 a.C. Nelle case di Micene, furono rinvenute tavolette con iscrizioni della scrittura detta lineare B. La casa di Atreo è accomunata alla sua maledizione, che si scagliò su di lui, ed i suoi discendenti, dopo che ebbe massacrato i figli del fratello Tieste e poi serviti in un banchetto.

La figlia superstite, Pelopia, ebbe un figlio col padre Tieste: Egisto, che uccise Atreo e riportò Tieste sul trono. L’erede di Atreo era Agamennone, che si rimpadronì del potere e salpò con la sua flotta per punire Paride. Di ritorno a Micene dopo aver assassinato la figlia per far cessare la bonaccia, fu ucciso dalla moglie Clitemnestra e dall’amante Egisto. La coppia fu poi uccisa dai figli di Agamennone: Oreste ed Elettra.

le tombe di Micene

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I nobili venivano sepolti in grotte a forma di pozzo, quelle del circolo A, e piu’ tardi in tombe a cupola, all’esterno delle mura, con cerchi di pietra concentrici, ricoperte di terra e con un unico passaggio: il dromos. Il tesoro  di Atreo, detto anche tomba di Agamennone  è un capolavoro di tomba a cupola. A differenza dei greci che cremavano i loro morti, i Micenei li seppellivano in tombe. Il tesoro di Atreo fu inumato con armi cibo e bevande, tutto per il passaggio nell’oltretomba.

Una pietra di nove metri è collocata sopra l’entrata e pesa quasi 120 tonnellate, come ci siano riusciti a collocarla lì resta un mistero. E’ anche impossibile che  Agamennone sia sepolto qui poichè la costruzione è anteriore alla guerra di Troia di almeno 100 anni. Vi è poi la tomba di Clitemnestra situata ad ovest della porta dei leoni ed è ben conservata al pari di quella di Atreo.

La maschera di Agamennone

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Questa maschera attribuita da Schliemann ad Agamennone, è uno degli artefatti piu’ famosi nel mondo. Schlieman, nato in Germania dopo aver scoperto Troia, giunse a Micene nel 1874. Quando trovò la mashera funeraria in oro, disse di aver visto il volto di Agamennone, ma gli archeologi hanno datato la maschera 300 anni prima la guerra di Troia, tuttavia Omero descrive Micene come “ben costruita e ricca d’oro”.

Potete forse capire da questo post, come questa visita sia molto interessante, io ci sono andata con una guida, e lo consiglio anche a chi non è un grande esperto di storia e archeologia greca. Poi ognuno darà, se le ha, le sue risposte alle molte domande, che questo sito ci pone. Noi proseguiremo alla scoperta del Peloponneso ed anche alle sue meravigliose spiagge.

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