La scoperta delle foci del Nilo, e le Montagne della luna

Questo articolo vuole essere il racconto di due uomini: Richard Francis Burton, e Jhon Hanning Speke, prima amici, poi nemici, che fecero una grande scoperta, ma vuole anche raccontare di quanto fosse difficile e pericoloso viaggiare nei tempi antichi, anche se in fin dei conti non stiamo parlando di secoli fa, ma solo del 1800. Questi furono gli uomini, che sfidarono le malattie, la popolazione locale, non sempre “amica” dell’uomo bianco, il territorio impervio e che scrissero le mappe, scoprirono il mondo, che oggi possiamo vedere nei minimi particolari da un computer, o da uno smartphone. Questa è anche una “mistery story”, perchè la morte, o il suicidio di Speke non fu mai chiara. Da tutto questo fu tratto anche un bel film : “Le montagne della luna“, del 1990, con la regia di Bob Rafelson, regista americano, autore di altri film come “il postino suona sempre due volte”

Da dove nasce il Nilo?

La scoperta delle foci del Nilo
lago Vittoria

Se uno ha navigato lungo il Nilo, forse la domanda se l’è posta, dove nasce questo fiume enorme, questa autostrada nel deserto Africano? Senza il Nilo non ci sarebbe stata la grande civiltà Egizia, in fondo l’Egitto è il Nilo. Il problema se l’era già posto Erodoto nel V secolo a.C, che, non si capacitava del fatto che il fiume fosse in secca d’ inverno, e in piena in estate, un fiume che trascinava masse di limo così prezioso per lEgitto.

Da dove traeva quelle montagne d’ acqua, in un continente arido e dove non piove mai? Ma già gli Ittiti e gli stessi Egiziani, supponevano che al centro dell’Africa, vi fossero delle montagne: le Montagne della luna, corrispondenti al massiccio del Ruwenzori. Nerone aveva mandato  due centurie in avanscoperta, che si erano impantanate nelle paludi del sud. Tutto ciò rese ancor piu’ misteriosa la fonte del Nilo. Le 6 cataratte che si trovano a monte di Assuan rendono imprevia la navigazione. Il fiume diventa una serie di acquitrini, quasi impossibili da navigare. Quindi non potendo proseguire in questo senso i due nostri esploratori partirono da Zanzibar

Ma chi erano Richard Burton e Jhon Speke?

Richard Burton (1821-1890) era un uomo che si diceva sapesse 30 lingue, un vero viaggiatore. Un uomo dalla forte personalità, un sanguigno, un geografo, uno scrittore, un uomo che oltre a vedere, voleva capire la popolazione locale. Probabilmente era interessato alla scoperta delle Montagne della luna, ma era ancor piu’ interessato all’Africa, suo grande amore. Era sposato con Isabel, donna di grande fede cattolica

Jhon Speke, (1827-1864), al contrario aveva una personalità molto piu’ fredda, all’apparenza calmo, ma Burton aveva capito, che in lui c’era una grande forza, e una grande determinazione. Era omosessuale, e forse vi fu anche un’intesa tra i due, che però non fu mai certa.

La spedizione

La scoperta delle foci del Nilo

Dopo molto tentativi falliti, nel 1856 la Royal Geographical Society, incarica Burton e Speke della spedizione. Partirono da Zanzibar, e dopo nove mesi di enormi difficoltà, di malattie, incontri con indigeni poco “ospitali” arrivarono al lago Tanganica. Furono piu’ volte abbandonati dagli indigeni che li accompagnavano, affrontarono animali feroci. Dormirono in tende di fortuna, si spogliarono di gran parte dei loro averi per ingraziarsi le tribu’ locali.

Era un periodo dove in Africa imperversavano anche i mercanti di schiavi, che di certo non vedevano di buon occhio, dei bianchi armati di tutto punto, che invadevano i loro territori. Nel lago Tanganica, Burton si dovette fermare, era ferito ad una gamba, ed aveva la malaria. Ma l’indomito Speke, che non stava certo meglio, visto che durante la marcia aveva perso l’udito da un orecchio. Colui che sembrava il piu’ debole, prosegue, e trova il lago Nyana, quello che lui chiamerà: lago Vittoria. Per lui sono le sorgenti del Nilo e lì si trovano le Montagne della luna.

I due tornano in patria, e la Royal Geographical, inacarica Speke di un ulteriore spedizione, è diventato agli occhi dei Britannici un eroe. Ma Burton non ci sta, mentre è convalescente insinua il dubbio che Speke sia un impostore e non abbia trovato le Montagne della luna. Al ritorno dalla spedizione Speke, nel 1862, conferma di aver trovato le cascate Ripon, dove le acque del lago si gettano, per formare un lungo braccio, che ha l’apparenza di un fiume.

Burton, avvalorato anche da Jhonathan Livingstone, sostiene, che le foci siano a sud del lago, e Burton accusa Speke di avere abbandonato lui ed i compagni ammalati, per continuare da solo. Dopo cinque anni Speke, che era stato uno degli uomini piu’ famosi d’Inghiterra viene accusato di essere solo un impostore. Alla vigilia del dibattito alla Royal Geographical, Speke muore, in un incidente di caccia, un uomo esperto di armi, si fa beffare da un colpo partito male. Il mistero su questa morte non fu mai chiaro, fu un suicidio?

Ma alla fine chi aveva ragione?

Probabilmente non aveva ragione nessuno, o forse entrambi, scoprendo il lago Vittoria e Tanganica, e le cascate Rippon, c’arano andati molto vicino. Il Nilo nasce nei pressi di Gasumo, ad est del lago Tanganica, nell’altipiano meridionale del Burundi, dove il kagera è un ramo sorgentifero del Nilo. Dalla catena del Ruwenzori, un enorme bacino d’acqua, dove piove 360 giorni all’anno e dove migliaia di rivoli d’acqua, scendono a valle formando il fiume Nilo. La catena è chiamata dagli indigeni: Montagne della luna.

La scoperta poco pubblicizzata, fu fatta nel 1934 dal tedesco Burckhart Waldecker. Ma forse, questa è la cosa meno importante nella nostra storia , la storia di due esploratori, di due amici, che volevano scoprire l’Africa, con i mezzi di allora. E poi, il mai nominato dalla Royal Geographical: Sidi Bombay, uomo di colore, partecipò a cinque spedizioni in africa, e fu l’unico uomo ad avere attraversato da nord a Sud il continente Africano, non fu mai invitato in Inghilterra.

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