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La scomparsa della nave Terror, nella ricerca del passaggio a Nord-Ovest

Il passaggio a nord- ovest, la rotta piu’ diretta dall’oceano Atlantico al Pacifico. Nei tempi passati  è stata una chimera, tutti la volevano scoprire, ma il passaggio, si trova in un territorio nemico per l’uomo, in mezzo ai ghiacci polari. Chi lo completò per la prima volta fu il mitico Roald Amunsden, nel 1906, grande esperto dei ghiacci, ci mise ben tre anni per trovarla. Una rotta cercata per facilitare il commercio, ma mai usata vista la difficoltà della navigazione.

  Questo articolo, parla della nave Terror e dell’Erebus, un viaggio senza ritorno, un viaggio tragico, sotto tutti i punti di vista. La spedizione partì nel 1845, ed era capitanata da Sir John Franklin. Contava 128 uomini, ed era composta da due imbarcazioni: la Terror e la Erebus. Fu scritto anche un libro, da Simmons: “The terror: la scomparsa dell’Erebus“, un libro tra il fantasy e l’horror, e recentemente è stato fatto anche un telefilm.

Ne ha parlato in una sua trasmissione anche Piero Angela. Una spedizione sfortunata, sotto tutti i punti di vista. Questo articolo fa parte della nuova rubrica sui viaggiatori del passato, uomini che con coraggio ed abnegazione hanno scritto le carte geografiche. Altri articoli:

La spedizione

La scomparsa della nave Terror

La Terror, partì da Greenhithe il 19 maggio del 1845, e scomparve nella baia di Baffin, il successivo 26 Luglio, l’ultimo l’avvistamento fu quello di  una baleniera, e poi piu’ niente, delle navi nessuna traccia. Solo la  determinazione della moglie di Franklin, Jane Griffin, permise dopo molte ricerche, di trovare il diario di bordo di suo marito, presso una comunità di eschimesi. Le navi erano rimaste intrappolate nei ghiacci tra l’isola Vittoria e l’isola di re Guglielmo, nell’artico Canadese, per due anni, mentre attendevano il disgelo.

Il capitano franklin

franklin

Ma chi era Franklin? Franklin era un ufficiale della Marina Britannica, ed un esperto esploratore. Aveva già preso parte a tre spedizioni artiche, e nelle ultime due era comandante in capo. Nonostante la sua esperienza, la spedizione fu un disastro clamoroso

L’Erebus e la Terror e l’avvelenamento

La scomparsa della nave Terror

La spedizione fu una debacle, eppure avevano fatto tutte le cose per bene, sia la Erebus che la Terror possedevano una tecnologia avanzata. Avevano motori a vapore, una biblioteca, un sistema di dissalazione dell’acqua marina, un sistema di riscaldamento, per tenere caldo l’equipaggio, ma solo due esperti di ghiaccio, ed il ghiaccio in quelle zone deve essere “interpretato” e capito. Infine, una grande cambusa, in grado di contenere scatolame per tre anni.

E proprio lo scatolame fu il primo a tradirli. Il piu’ grande flagello dei marinai che percorrono tante miglia in mare, era lo scorbuto, provocato dalla mancanza di vitamina C. Per prevenire tale malattia, erano state commissionate centinaia di scatolette, contenenti tutte le verdure, la carne e le vitamine . Purtroppo furono saldate male, e vi fu un avvelenamento da piombo, del quale non se ne accorsero subito. Cominciarono ad ammalarsi, avendo i primi sintomi, che comportano disturbi psichici, e poi nausea, vomito, insufficienza renale, quindi la morte.

Il tragico finale

La scomparsa della nave Terror

Ma Franklin, nonostante tutto, decise , di non tornare indietro, ma di aspettare un’altra notte polare, ed altri sei mesi, e quindi il disgelo, che praticamente non ci fu. Rimasero intrappolati nei ghiacci, nello stretto di Vittoria due anni. Franklin aveva deciso di portare le navi, in una rotta dove non sempre i ghiacci si sciolgono, e non era attrezzato per una spedizione terrestre. La notte polare, in quelle condizioni fu devastante, si ammalarono tutti, compreso il capitano. Stare due anni  senza luce, o quasi, nei ghiacci, dove nella notte polare si possono raggiungere anche i -58° centigradi, avrebbe fatto impazzire chiunque, soprattutto se non si ha da mangiare, e se il piombo comincia  fare nell’organismo il suo subdolo lavoro. Coloro che stavano meglio probabilmente, scoprirono la carne umana, e ne vollero sempre di piu’. Questo fu poi avvalorato da alcuni segni di coltello trovati, sulle ossa umane.

Il comandante aveva perso il controllo sia dell’equipaggi,o sia delle sue navi. Alcuni marinai si ammutinarono e decisero di tentare l’attraversamento dei ghiacci a piedi, per raggiungere il fiume Back, portando con loro una quantità di cose che non sarebbero servite. Abbandonarono quindi le navi e si avventurarono nei ghiacci, lasciando una scia di cadaveri.  Anche se cominciava ad albeggiare,  la primavera non fu una vera primavera, il ghiaccio non si sciolse. Franklin rimase sulla nave con  i suoi sottoposti, che si ammalarono, e poco alla volta morirono. Stroncati dallo scorbuto, polmonite e tubercolosi,  morirono, nelle loro navi, con il loro comandante che, non abbandonò mai la nave, e comunque, non avrebbe saputo dove andare.

Nel frattempo  Franklin  in Inghilterra divenne un eroe, e si cantarono le sue gesta, dicendo che aveva finalmente scoperto il passaggio a Nord- Ovest. Nel suo libro Simmons parla anche degli Inuit, di una maledizione, e di quanto l’equipaggio fosse spaventato da tutto ciò. Dopo molti anni di speculazioni sulle due navi e sull’equipaggio, e numerose spedizioni per il ritrovamento, la National Geographic trovò il relitto dell’Erebus, solo nel 2014, ed a pochi metri di distanza  la Terror in perfetto stato. Il ghiaccio conserva ogni cosa.

Fonti di questo articolo:

  • Wikipedia
  • Simmons: The Terror la scomparsa dell’Erebus

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