Il castello di Canossa e la casa del Tibet sulle colline Reggiane

Quante volte abbiamo sentito dire: “Ci rivedremo a Canossa“, e forse, non tutti sanno il perchè di questa frase.  La spiegazione è tutta qui, nel castello di Matilde di Canossa. Del castello non rimane molto, e i ruderi che si vedono sono attribuiti ad un periodo successivo, periodo del tardo medioevo. Rimane il fatto che oggi, si sta facendo molto per la sua conservazione.

Il castello si trova infatti, su su un terreno franoso, che col tempo ha contribuito al collasso di parte dei versanti.  Qui si è svolta una parte importante della nostra storia e qui ha vissuto una grande donna. La bellissima scala di 130 gradini, che porta al castello, ti fa ritornare un pò nel Medioevo, ai tempi di Matilde, quando questa era una grande fortezza, quasi inespugnabile, e dove Enrico IV si  prostrò davanti al Papa

Il castello di Canossa

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Costruito circa nel 940 d.C da Adalberto Atto, di stirpe Longobarda, il castello, comprendeva il convento dei monaci Benedettini, e la chiesa di sant’Apollonio. Tre cinte di mura difendevano il castello, che pur subendo vari assedi non fu mai conquistato. Ma nel 1200, poco dopo la morte di Matilde,  franò una parte della montagna che colpì l’Abbazia spezzandola in due. Ma oltre a cambiare la roccia, cambiò anche la mentalità del popolo. Nascono i comuni indipendenti, che vogliono cambiare l’economia chiusa, e  distruggere il Feudalesimo, quindi nel 1255  i Reggiani salgono nel castello e distruggono il simbolo del feudalesimo, usando le pietre di questo, per costruire le loro case.

Matilde di Canossa

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Matilde, figlia di Bonifacio III, fu una potente feudataria sostenitrice del papato per le lotte alle investiture. Arrivò a dominare tutti i territori a nord dello Stato Pontificio, Toscana compresa. Tutta la sua dinastia proveniva dalla Danimarca, era una donna alta, dai capelli rossi, e con un gran temperamento. Una donna che presidiava le battaglie, e molto amata dal popolo, per le sue riforme politiche. Parlava correntemente quattro lingue, e sin da piccola giocò nel castello in Germania, con suo cugino Enrico IV. Ebbe due mariti ed una figlia, che morì appena nata di febbre.  Al suo arrivo in Italia, fu calunniata dai suoi detrattori, soprattutto dal primo marito che l’accusava di essere l’amante del Papa e di avere ucciso la figlia per la successione.

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Il 28 Gennaio del 1077, Enrico IV, vestito di sacco, e con il capo coperto di cenere, attese tre giorni e tre notti, sotto la neve il perdono del Papa. Enrico IV, infatti,  aveva nominato il chierico Tebaldo all’arcidiocesi  di Milano, sfidando il potere papale, e inviato il conte Eberardo in Lombardia, per combattere i patari.   Papa Gregorio VII lo scomunicò e desacralizzò l’impero. Questo gli inimicò tutti i principi tedeschi, che l’esortarono a chiedere il perdono al Papa. Quindi chiese un “finto” perdono, a Canossa.  Dopo averlo ottenuto, grazie a Matilde e all’abate di Cluny, dichiarò guerra alla cugina Matilde, per avere i suoi territori,e  sgretolare il potere papale. Solo alla terza battaglia, lui fu sconfitto definitivamente, complice la nebbia fitta. Questo chiaramente è un breve riassunto, ma la storia di Matilde è molto interessante, ricca di amori, tradimenti, intrighi di corte e battaglie,  e se volete leggere la storia piu’ articolata potete andare nel sito di Wikipedia

I Farnese

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Anni dopo arrivano gli Estensi con tutta la bellezza del Rinascimento, ma da Ferrara si portano un nemico: i Farnese, i nostri vicini di Parma, che distrussero per altre due volte il castello. Divenne quindi  il centro del potere politico,e uno dei ministri fu anche Ludovico Ariosto.  All’interno delle rovine, risalenti circa al 1550 si trovano, i resti dei camini e le prigioni.

All’interno del castello, c’è sempre una guida che illustra molto bene la storia del castello e di Matilde, l’ingresso costa 4 euro, potete consultare per le aperture, il sito: Castello di Canossa

La casa del Tibet

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Vicino al castello, precisamente a Votigno di Canossa, in un antico borgo si trova : la Casa del Tibet. E’ un posto molto bello, con molta pace, in mezzo alle colline reggiane. E’ nato nel 1990 sotto l’auspicio del Dalai Lama, ed è la prima in Europa e l’unica in Italia. E’ stata fondata da un medico Reggiano: Stefano Dallari, autore dei libri: “Pianeta Tibet” e “Sorridere con l’anima”. All’interno vi è il museo del Tibet, luoghi per la meditazione, spazi per conferenze, e tavole rotonde. Il museo del Tibet, fu inaugurato dal Dalai Lama, nel 1999. Nel museo c’è uno spazio dedicato anche al Mahatma Gandhi, con molte foto di Fosco Maraini. Qui si organizzano mostre, dove si può conoscere la cultura Tibetana ed il pensiero del Dalai Lama e di Gandhi.

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La Casa del Tibet, è anche un Bed and Breakfast, dove si possono trascorrere delle giornate di meditazione nella pace degli Appennini, lontano dai rumori, che la vita di oggi ci impone. Metto il sito, la Casa del Tibet, se volete saperne di piu’.

Come arrivare a Canossa

Da Reggio Emilia sono circa 26 Km e si segue la Sp 11. Arrivati a Quattro Castella ci sono tutte le indicazioni per il castello e poi per la Casa del Tibet.

 

 

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